Top 10 PC E3 2014 (ovvero di scimmie e titoli più simili a codici)

Header 14-06-2014

A meno che nell’ultima settimana non siate andati in vacanza in un bunker antiatomico, vi sarete accorti che sui siti di videogiochi e sul buon vecchio TuTubo sono comparsi come per magia qualche fantatrilione di trailer, anteprime e gameplay vari. Insomma, anche quest’anno c’è stato l’E3. E3 che, siamo onesti, è stato un po’ deludente. Di vere sorprese non ce ne sono infatti state molte. Semmai quest’edizione verrà ricordata per il gran numero di anteprime di titoli ormai prossimi all’uscita o di cui si conosceva l’esistenza già da tempo. Nonostante ciò, le proverbiali scimmie hanno comunque fatto il loro sporco lavoro. Ecco quindi la  mia personalissima classifica dei titoli che maggiormente mi hanno colpito/incuriosito in quest’edizione.

PS: Sì, è vero, mancano pezzi da novanta come Bloodborne, Metal Gear Solid V, Bayonetta 2, The Legend of Zelda e molti altri, ma essendo il sottoscritto un PCista, mi limiterò al mare in cui nuoto io e a piangere lacrime amare pensando ai piaceri dei cugini consolari.

PPS: Schafer, sappi che mi hai diluso (cit.). Tu sai perché.

10) Dead Island 2

Ok, ripetiamo tutti insieme: mai fidarsi dei trailer di Dead Island, mai fidarsi dei trailer di Dead Island, mai fidarsi dei trailer di Dead Island, mai fidarsi dei trailer di Dead Island, mai fidarsi dei trailer di De

Oooh, al diavolo. Diciamolo: questo trailer di Dead Island 2 è una grandissima figata, esattamente come lo era quello del suo predecessore. Anzi, per certi versi lo è persino di più; non certo dal punto di vista emozionale (su tale aspetto non c’è partita), quanto per la sua maggiore onestà (o almeno si spera) e la carica ironica, anche e soprattutto verso il capitolo precedente. Così se è il trailer di DI1 prometteva mega drammi familiari che poi non si sono intravisti manco col lumicino, a questo giro i ragazzi di Yager (sì, gli stessi di quel capolavoro mancato che risponde al nome di Spec Ops: The Line) giocano sullo splatter e sull’azione; se 3 anni fa immagini e musica scorrevano lente, oggi si corre, si salta e si balla al ritmo di rap (a proposito, ma chi è Pigeon John?). E se alla fine del trailer il protagonista ha ottenuto il corpo che si merita, noi auguriamoci questa volta di avere tra le mani il gioco che ci aspettiamo.

COSA MI FA BEN SPERARE: Ditemi che sarà possibile giocare a baseball con le teste degli zombie, vi prego ditemelo!

COSA NON MI CONVINCE: Il ricordo di quando accaduto con il primo Dead Island brucia ancora…

9) Mirror’s Edge 2

Il primo Mirror’s Edge era uno di quei titoli capaci allo stesso tempo di farti impazzire di gioia e bestemmiare con il pugno levato al cielo. Tanto divertenti erano infatti le sezioni di fuga/inseguimento, quanto penose quelle di combattimento. Per fortuna sembrerebbe (e sottolineo sembrerebbe) che i ragazzi di DICE abbiamo compreso gli errori del passato e si stiano muovendo nella giusta direzione, andando a perfezionare proprio il combattimento a mani nude, anziché quello con le armi da fuoco. Anche qui vale il discorso fatto con Dead Island 2: siamo a uno stadio ancora troppo embrionale per giudicare la bontà del progetto, ma le premesse sembrano esserci tutte. E poi, cavolo, quella colonna sonora è fantastica!

COSA MI FA BEN SPERARE: Questa volta non ci sarà Asia Argento a doppiare Faith… spero.

COSA NON MI CONVINCE: Non è stato ancora detto nulla riguardo la possibilità o meno di utilizzare le armi lasciate cadere dai nemici (ovviamente mi auguro che ciò NON sia possibile).

8) Valiant Hearts

Serio candidato al premio Gioco Strappalacrime 2014, a pochi giorni dalla sua uscita Valiant Hearts è tornato a farsi vedere con un nuovo trailer che è una vera mitragliata di bruschette negli occhi. Superlativo dal punto di vista artistico, forse un po’ meno da quello del gameplay (quanto visto fino ad ora non mostra nulla di nuovo rispetto a tante avventure grafiche del passato), Valiant Hearts è comunque un titolo che attendo con ansia. E chi se ne frega se gli enigmi non saranno la fine del mondo. A me basta che la trama sia emozionante anche solo la metà di quanto promesso dal trailer.

COSA MI FA BEN SPERARE: Non mi vergogno di dire che questo trailer mi ha fatto piangere, e non in senso metaforico.

COSA NON MI CONVINCE: Gli enigmi mostrati finora sembrano essere molto basilari, ma la cosa potrebbe essere voluta, trattandosi di un gioco focalizzato sulla trama.

7) Tom Clancy’s The Division

Sono stato in dubbio fino all’ultimo se inserire The Division in questa classifica o meno. Da un lato ammetto di non essere un fan dei giochi multiplayer massivi/collaborativi (di più: ho trovato i primi due Borderland di una noia mortale), dall’altra il titolo Ubisoft sembra in grado proporre qualcosa di un po’ più complesso del solito spara spara, tra coperture perfettamente integrate con le azioni dei personaggi e dettaglio grafico da spaccamascella. Resta da vedere quanto saranno diversificate le missioni, così da evitare l’effetto “do it again”, ma se dovessi scegliere tra The Division, Borderland The Pre-Sequel e Destiny, non avrei dubbi su quale cavallo puntare.

COSA MI FA BEN SPERARE: Il sistema di coperture sembra integrarsi alla perfezione con il mondo di gioco.

COSA NON MI CONVINCE: Quanto rischia di venire castrato lo Snowdrop Engine per venire incontro agli attuali sistemi?

6) XING – The Land Beyond Stage

Titolo indipendente di cui si parla da più di un anno e che finalmente sembrerebbe essere giunto a una fase matura del suo percorso. XING si propone come un omaggio a serie quali Myst o Schizm (pace all’anima loro), con enigmi basati sulla gestione del ciclo giorno-notte e delle condizioni climatiche. A ciò si aggiunge il pieno supporto ai sistemi VR, a partire dall’Oculus Rift. Considerando la penuria di avventure grafiche di questo tipo, XING è senz’altro un titolo da tenere sott’occhio.

COSA MI FA BEN SPERARE: Myst e Schizm sono due maestri che, se presi come esempio, possono rappresentare una grandissima fonte d’ispirazione.

COSA NON MI CONVINCE: Non è ancora ben chiaro il valore aggiunto dato dai sistemi VR.

5) Elite Dangerous

Avviso alla clientela: nella seconda metà di questa classifica le astronavi la faranno da padrone.

Dopo il mezzo fallimento di X: Rebirth e in attesa di Star Citizen, Elite Dangerous è senz’altro il simulatore spaziale più interessante in circolazione. Tuttavia, rispetto ai suoi due colleghi posizionati più avanti nella classifica, Elite Dangerous rimane ancorato a quella che potremmo definire “vecchia scuola”. In altri termini, il gioco di Frontier Developments vuole essere un simulatore duro e puro con pochissimo spazio concesso alla giocabilità, il tutto a favore del realismo. Non che questo sia un difetto, intendiamoci, ma a parte un rispetto minuzioso delle proporzioni e l’immensità dello spazio di gioco, allo stato attuale Elite Dangerous non sembra proporre molto altro di realmente innovativo.

COSA MI FA BEN SPERARE: Finalmente un simulatore dove le stazioni spaziali non sembrano grandi quanto un autogrill.

COSA NON MI CONVINCE: Il dover impiegare interi minuti per spostarsi da un punto all’altro potrebbe anche risultare un filino noioso.

4) Dreadnought

Ecco, se Elite Dangerous rappresenta il classico che non invecchia mai, Dreadnought è il tamarro che se ne esce dal nulla, mostra i bicipiti e si fa la bella di turno, che in questo caso sarei io. (oddio, devo smetterla con le metafore…) Così come Dead Island 2, anche Dreadnought è sviluppato dai ragazzi di Yager ed è, pensate un po’, il seguito spirituale di un altro loro gioco intolato con molta fantasia… Yager. A differenza però dei simulatori spaziali tradizionali, Dreadnought ci mette nei panni del comandante di un’enorme fortezza dei cieli, navi lentissime e che necessitano di parecchi secondi per compiere anche i movimenti più semplici. Addio quindi dogfight e benvenuta gestione tattica dei tempi di ricarica delle armi.

COSA MI FA BEN SPERARE: Ecco un gioco dove le dimensioni contano! (no, davvero, devo smetterla)

COSA NON MI CONVINCE: Il basare un gioco sulla gestione degli armamenti piuttosto che sulla prontezza di riflessi necessita di un’accurato lavoro di bilanciamento.

3) Tom Clancy’s Rainbow Six Siege

Già hai la sfiga di essere stata sequestrata per non si sa quale motivo. Quando poi dalla finestra entrano cinque agenti dell’antiterrorismo che non si fanno problemi a distruggerti casa pur di salvarti le chiappe (il parquet, non rigate il parquet per favore!) capisci che la tua è proprio una giornata di merda. Per te, signora mia, non certo per gli amanti degli sparatutto tattici. E per quanto questo ultimo capitolo di Rainbow Six sia l’elogio della tamarraggine (roba che da casa mia si sentiva Micheal Bay in preda agli orgasmi multipli mentre guardava il trailer), l’idea di un gioco che sostanzialmente elimina il concetto di copertura sicura è parecchio interessante. Certo, se magari il gameplay mostrato non fosse stato così palesemente scriptato…

COSA MI FA BEN SPERARE: Vi prego, ditemi che sarà possibile attaccare gli esplosivi anche al soffitto e far cadere di sotto gli avversari!

COSA NON MI CONVINCE: Certo, coordinare le azioni di gruppo potrebbe risultare un po’ difficoltoso se poi in squadra ti ritrovi un russo, un messicano, un congolese e Zeb89…

2) No Man’s Sky

La Sorpresa con la S maiuscola, l’unico gioco (per PC) a farmi strabuzzare gli occhi e farmi pensare “oh, finalmente qualcosa di davvero interessante”. Perché allora questo secondo posto e non il primo? Semplicemente perché di No Man’s Sky si sa ancora troppo poco. Ok, l’idea di disporre di un’intero universo creato in maniera procedurale, con la posibilità di passare liberamente dal vuoto siderale alla più solida terra ferma è qualcosa di mai visto e di arrapante. Però cosa si sa di come verranno gestite le missioni (ammesso che esistano), dell’economia di gioco, del livello d’interazione con l’ambiente ecc.? Nada. Insomma, allo stato attuale No Man’s Sky è nulla più che una tech demo. Una tech demo fenomenale, ma pur sempre una tech demo.

COSA MI FA BEN SPERARE: L’idea di viaggiare liberare da un pianeta all’altro senza schermate di caricamento è sempre stato uno dei miei sogni.

COSA NON MI CONVINCE: Ma in No Man’s Sky i pianeti hanno un’atmosfera alta soli venti centimetri?

1) The Witcher 3 – Wild Hunt

È una anteprima mondiale? No. Ha mostrato novità assolute di cui non si sapeva nulla? Nemmeno. Il trailer strabordava di tette a gogo? Beh, ci è andato vicino, ma no, non è nemmeno questa la ragione per cui riservo il primo posto a The Witcher 3. Il motivo, paradossalmente, risiede proprio nel fatto di non aver mostrato nulla di quanto in verità già non mi aspettassi. In un’epoca di proclami roboanti e gameplay palesemente scriptati e ritoccati (ciao Watch Dogs, come stai?) fa piacere vedere come una software house quale CD Project Red sia in grado di mantenere fede alle sue parole: un nuovo sistema di combattimento che, pur ponendo le basi su quanto visto nel secondo capitolo, sembrerebbe garantire una maggiore varietà e profondità strategica, un mondo tanto vasto quanto vivo, un’attenzione al dettaglio che sfiora il maniacale. Manca meno di un anno all’uscita di The Witcher 3, ma per il momento all’orizzonte non sembrano vedersi seri concorrenti al titolo di miglior GDR degli ultimi anni. No, nemmeno Dragon Age 3.

COSA MI FA BEN SPERARE: Tette, mostri, squartamenti, tette, centinaia di quest, finali multipli… Le tette le ho già nominate?

COSA NON MI CONVINCE: The Witcher è sempre stata una serie story driven, caratteristica che mal si abbina ai mondi aperti.

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One thought on “Top 10 PC E3 2014 (ovvero di scimmie e titoli più simili a codici)

  1. Concordo: l’E3 di quest’anno non ha riservato grandi sorprese. Ma sono soddisfatto per il solo fatto di aver finalmente avuto conferma del futuro di Mirror’s Edge 2. Ho adorato alla follia il primo episodio e ne ho invocato un seguito per anni. Mi auguro soltanto che Asia Argento non abbia mai nulla a che vedere con tutto questo.
    Anche da parte mia grande attesa per The Witcher 3.

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