Sunday Random (ovvero di tanta roba a caso, ma proprio tanta)

Nelle ultime settimane, tra impegni lavorativi e non, ho latitato sul blog. Per farmi perdonare, ecco a voi un’orgia di roba a caso che, nel bene ma anche nel male, mi ha incuriosito ultimamente. Non cercate un filo logico. Non c’è. Dopotutto è o non è un Sunday Random?

Teenage Mutant Ninja Turtles

Teenage Mutant Ninja Turtles (da qui in avanti TMNT, che sono pigro) è uno dei film della mia infanzia. Ok, con il senno di poi non si può non ammettere che era un brutto film, seguito poi da altri due capitoli che ancora oggi rappresentano il metro di paragone in fatto di ciarpame cinematografico, ma – ehi! – ai tempi avevo 5 anni e TMNT mi offriva mutanti, ninja e botte da orbi! Cosa potevo volere di più? Insomma, al di là di tutto io a TMNT gli voglio un mondo di bene e in fondo è anche grazie a lui se oggi prediligo un certo tipo di narrativa cosiddetta “weird”.

Potete quindi immaginarvi la mia gioia quando tre giorni fa è uscito il trailer del remake del film. Gioia che purtroppo è durata tipo 15 secondi, giusto il tempo che sul video comparisse una scritta:

FROM PRODUCER
MICHAEL BAY

 …seguita da un “emaporcaputtanaperò”.

Aspettiamoci quindi tonnellate di esplosioni e lens flare ad minchiam, che è poi quanto mostrato esattamente dal trailer. E no, non venitemi a dire che in fondo Bay è solo il produttore e non il regista, perché basta andare a vedere il curriculum di Mr. Jonathan Liebesman per capire che questo film non ha speranze. Non vi basta? Andiamo allora ad analizzare il nome del franchise e le immagini a video:

TEENAGE: Vi sembrano degli adolescenti le tartarughe “ninja” che si vedono nel video?

MUTANT: Ok, almeno su questo punto voglio sperare che non cambieranno le origini dei personaggi, anche se continuo a sentire una vocina che dice “esperimento militare, esperimento militare”. Brrr…

NINJA: Da quando in qua i ninja si vestono come i nativi americani?

TURTLES: Ci ho messo un po’ a capire a chi si fossero ispirati i tecnici degli effetti speciali per disegnare il nuovo look dei protagonisti, ma alla fine ce l’ho fatta. Altro che alle tartarughe, i volti delle nuove TMNT sono costruiti su quello di Serena Grandi!

Cazzo, Bay, perché vuoi a tutti i costi uccidere la mia infanzia? Perché?!

PS: Ma Splinter poi dov’è?

PPS: Ma soprattutto, come giustamente fattomi notare da Uriele, quella che si vede nel trailer non ha nulla a che vedere con April O’Neil. Questa è la vera April O’Neal!

The-Real-April-O'Neal

Edge of Tomorrow

Sempre questa settimana è uscito il secondo trailer ufficiale di Edge of Tomorrow, trasposizione in salsa fantascientifica di Dark Souls, con Tom “macomecazzofaiadavereancoralafacciadiuntrentenne” Cruise che interpreta un soldato intrappolato in un loop temporale e che ogni giorno è costretto a morire. Sì, è vero, qualcuno vi dirà che Edge of Tomorrow è in realtà la trasposizione della light novel giapponese All you need is kill di Hiroshi Sakurazaka, ma voi non credetegli e fidatevi del sottoscritto.

Dettagli a parte, dopo averlo snobbato per mesi, oggi mi rendo conto di come Edge of Tomorrow sia il film perfetto da vedere con la morosa. Lei infatti potrà sospirare a ogni smorfietta di Cruise e voi godere come dei ricci ogni volta che sempre Cruise muore ammazzato. So much win!

Human Revolution – Deus Ex

Ok, passiamo all’universo indie. È infatti uscito Human Revolution – Deus Ex, cortometraggio basato su Deus Ex – Human Revolution. Non l’avreste mai detto, vero? Che vi devo dire: la vita è piena di sorprese.

Note positive: 1) l’attice che interpreta Megan è gnocca, 2) l’attrice che interpreta Yelena è, se possibile, ancora più gnocca. E qui potremmo fermarci, ma va reso atto al suddetto corto di godere anche di una più che discreta regia e di una recitazione sopra la media, considerando che come minimo gli attori saranno stati pagati in toast e patatine.

Note negative: HR-DE non aggiunge nulla all’universo da cui è tratto e inoltre la scena in cui Adam abbatte il muro è di una stupidità disarmante. No, davvero, un cyborg ha appena ucciso uno dei tuoi uomini frantumando un muro con un pugno e tu cosa fai? Te ne stai lì fermo a due passi da quello stesso muro? Ma sei imbecille o cosa?

Ashen Rift: A man and his dog

Ashen Rift GIF

Kickstarter è sempre fonte di materiale che, almeno nelle intenzioni, vuole portare una ventata d’aria fresca. Ashen Rift rientra in tale materiale, anche se forse è anche un esempio di come a volte proporre un prodotto ancora in fase embrionale non sia il massimo per aggiudicarsi la fiducia del pubblico.

L’idea, per quanto forse non originalissima, è interessante. Il mondo è ormai distruttuo (tanto per cambiare) e popolato da mostri desiderosi delle nostre carni. Nostre e del nostro amato pitbull Bounder. Per sopravvivere dovremo sfruttare l’ambiente intorno a noi tramite Bounder o demolendo letteralmente il terreno di gioco, magari abbattendo uno spuntone di roccia e facendolo cadere addosso a un nemico.

Il problema è che, come dicevo, per il momento del gioco vero e proprio si è visto ben poco e quel poco non convice del tutto. Ad esempio, i comandi impartibili a Bounder sono ancora oscuri, ma già il fatto che saranno solo 4 fanno presumere un livello di profondità minimo, riassumibile molto probabilmente con i canonici vai, torna, raccogli e aziona. Stesso discorso in merito all’ambiente deformabile. Già nel 2006 Valve ha dimostrato cosa si possa fare con la fisica nei videogiochi. Se quindi oggi, anno 2014, si vuole proporre qualcosa di simile è fondamentale espandere quanto già realizzato in passato.

Comunque, se Ashen Rift vi dovesse incuriosire, sappiate che potrete finanziarlo per ancora una settimana. Attualmente il gioco ha raccolto appena ventimila Dollari circa sui quaranticinquemila richiesti, il che non fa prevedere nulla di buono.

ASHEN RIFT SU KICKSTARTER

Goat Simulator

Qui non mi perderò in troppe parole. Dico solo questo: GOTY 2014. Punto.

PS: Il “primo” che fa la battutona “GOATY 2014” gli lancio addosso una capra.

The Raid 2: Berandal

The-Raid-2

E concludiamo con un bel po’ di sangue e budella.

Innanzitutto, se non avete mai visto il primo The Raid e lo splatter non v’impressiona, correte a recuperarlo. Trattasi di una pellicola d’azione del 2006 diretta dallo scozzese Gareth Evans, da tempo però trasferitosi in Indonesia, paese in cui infatti sono ambientate le vicende dei suoi film.

Ma perché questa pellicola è così speciale? Mettiamola così: Evans è l’Alfonso Cuarón dei film d’azione e d’arti marziali, un regista che in pochi anni ha rivoluzionato il modo d’intendere l’uso della telecamera a favore dell’esaltazione delle coreografie. Quelle di Evans non sono però le coreografie “fighette” di un Matrix o di un John Woo. No, le sue sono scene d’azione sporche, violente e persino realistiche pur nella loro esagerazione grottesca.

Detto questo, due giorni fa è uscito negli USA il seguito di The Raid, intitolato Berandal, e per promuoverlo sono state rilasciate alcune scene poi tagliate in fase di montaggio che riassumono in maniera perfetta quello che intendo quando parlo di “coreagrafie sporche e grottesche”. La prima mostra un sanguinolento scontro fra due gang rivali, mentre la seconda è una sequenza di combattimento all’interno di un’auto. Guastatevele, a patto che non siate mezze seghe che svengono al primo schizzo di cervella.

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