The Elder Scrolls Online (ovvero cronaca di una beta #3)

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Caduta spoiler

ATTENZIONE!
CADUTA SPOILER

Con un cliffhanger degno di Un posto al sole, la seconda giornata di closed beta si era conclusa con il nostro squamoso eroe alle prese con il fantasma di un mago. Ecco, ricordate che avevo scritto che il suddetto mago aveva promesso ricchi premi e cotillon al termine della sua quest? Mi sbagliavo. Sarà stata l’ora tarda, sarà stata la distrazione, saranno state le patatine alla panna acida e cipolla dell’Ikea, sta di fatto che in realtà lo scopo della quest era di fermare un demone di nome Balreth, operazione già tentata anni prima proprio dal nostro amico mago, senza però successo, essendosi conclusa con la morte di quest’ultimo.

L’obbiettivo è quindi far tornare la memoria al mago attraverso due oggetti sacri: una candela profumata e un teschio di quelli che se li premi sulla fronte si trasformano in una lampada. Per farlo sono però costretto ad affrontare la prima quest basata su di un’enigma anziché sullo sterminio di massa. E in cosa consisterà mai questo enigma? Qualche indovinello cervellotico? Un puzzle da risolvere? Macché! Si tratta di trovare la giusta combinazione cromatica attivando tre altari. Sì, proprio quel genere di enigmi considerati già vecchi negli anni Ottanta. E non solo, perché per completare la quest dovremo ripetere l’operazione ben due volte. Yuhu!

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Dopo alcuni minuti passati a tentare qualsiasi combinazione possibile, finalmente trovo quella giusta e torno dal mago, il quale si permette pure di prendermi per il culo.TESO#3_2

Il Giucas Casella dei poveri può così finalmente iniziare il suo rituale, grazie al quale vengo spedito indietro nel tempo, più precisamente nel giorno della sua morte. Nonostante il rituale sia stato effettuato soltanto sul sottoscritto, la zona che segue non sembra essere istanziata.TESO#3_3

Raggiungo la cima del vulcano su cui sono stato teletrasportato e trovo il mago (questa volta in versione carne ed ossa) intento a bloccare Balreth con l’aiuto di due Atronach di Fuoco.TESO#3_4

Faccio Quattro chiacchiere con Giucas Casella, il quale mi fa una proposta sconcia dicendomi di toccare l’altare di Balreth. Scostumato!TESO#3_5

Ovviamente il piano non va come previsto e l’altare esplode uccidendo sul colpo Giucas Casella, mentre io vengo riportato al presente facendo il gesto dell’ombrello. Tornato nella mia era, trovo l’argoniano che mi aveva spiegato dove trovare il mago nascosto dietro una colonna per timore di essere fatto fuori da uno dei tanti non-morti che infestano l’area. O almeno così sostiene lui. Io sospetto che si stesse accoppiando con la colonna, ma vabbé.TESO#3_6

La missione è ora chiara: tornare in cima al vulcano e ripetere il rituale, questa volta evitando di commettere lo stesso errore di Giucas Casella. Primo però trovo il tempo per stringere amicizia con un volatile…TESO#3_7

…e di risolvere una quest secondaria che mi vede cercare il cadavere dell’amante di una stracciona, per scoprire che in verità l’uomo non l’aveva mai amata e che anzi era già sposato con un’altra donna.TESO#3_8

Tornato al vulcano, trovo un piccolo contingente elfico intento a contenere la furia di Balreth. E quando dico “contenere” intendo dire che non stanno facendo una beneamata cippa, tanto da spedirmi subito a compiere delle sottoquest inutili. Vaglielo a spiegare che ci sarebbe un pericolosissimo demone da fermare…TESO#3_9

Sottoquest inutili, dicevo. Una di queste prevede la chiusura di alcuni tunnel per impedire il continuo arrivo di quei rompiballe noti come scamp. Che dite? È praticamente la stessa identica quest dei portali affrontata ieri? Ma no, che dite mai…TESO#3_10

Sbrigate le sottoquest, vengo finalmente incaricato di salvare capre e cavoli. Per fermare Balreth occorre innanzitutto piegare al mio volere le due atronach già incrociate durante la breve gita nel passato. Ma si sa: le atronach non sono mica delle tipe semplici, di quelle che fai coricare con due ciupiti e qualche complimento riguardo quanto siano dimagrite. Eh no, con loro bisogna andar giù di botte, tanto per cambiare (oddio, messa così suona un po’ male). Le suddette signorine si riveleranno i primi avversari degni di questo nome. Nulla che non si possa comunque sconfiggere in solitaria.TESO#3_11

Discorso diverso per Balreth, forse il primo vero e proprio boss di TESO. Il demone, il cui design è peraltro identico a quello del golem evocato il giorno prima da Mr. Cordialità, è infatti in grado di rigenerare la sua energia immergendosi in una delle due pozze di lava presenti nell’area. Per quanto riguarda gli attacchi, questi non sono particolarmente pericolosi, soprattutto per un personaggio come il mio specializzato negli attacchi a distanza. A rompere le scatole sono soprattutto gli scamp evocati a intervalli regolari, i quali m’impediscono di rivolgere tutti i miei attacchi nei confronti del boss. Dopo cinque minuti d’inutili tentativi capisco che Balreth necessita a tutti i costi di un party per poter essere affrontato.TESO#3_12

Esco quindi dall’area di combattimento (istanziata) e mi aggrego a un giocatore tedesco dal nick impronunciabile. Nessuno dei due è in verità molto fiducioso di poter battere Balreth da soli, ma alla fine decidiamo di provarci. La tattica prevede il sottoscritto occuparsi degli scamp e di stunnare il demone, con il teutonico compagno a mollare fendenti a manetta.TESO#3_13

Una volta trovato il giusto ritmo, riusciamo finalmente ad abbattere Balreth, giusto un secondo prima che questi s’immerga nel magna e recuperi così tutti i suoi punti vita. Insomma, alla fine anche questo boss si è rivelato molto più semplice del previsto.TESO#3_14

A questo punto non resta altro che evocare le atronach e il gioco è fatto.TESO#3_15

Allontanatomi dall’area vulcanica, ormai priva di nuove missioni, mi ricordo che da quando ho raggiunto Morrowind non mi sono ancora dedicato alla vera quest principale, quella che vede il sottoscritto alla ricerca del Profeta. Una rapida occhiata alla mappa e identifico l’area in cui Obi Wan Kenobi si è teletrasportato in seguito alla fuga da Coldharbour. È abbastanza lontana da dove mi trovo ora e così, per la prima volta dall’inizio della closed beta, utilizzo il sistema di trasporto rapido, sebbene ciò comporti il pagamento di una piccola quota di denaro.TESO#3_16

Vengo così teletrasportato al pilastro di rigenerazione più vicino al punto di mio interesse, mentre tra me e me mi chiedo: ma il denaro appena speso, a chi cazzo è andato se non ho usato nessun mezzo di trasporto fisico? Misteri degli MMO.TESO#3_17

Dopo una breve scarpinata verso la costa, trovo Obi Wan nascosto in un tempio sotterrano abbandonato. Dall’arredamento spartano intuisco che lui è più un tipo da Mercatone del Mobile.TESO#3_18

Nemmeno il tempo di festeggiare con un bicchiere di chinotto che il vecchio mi fa l’occhiolino e tira fuori la verga. Pochi secondi più tardi cado in un sonno profondo.TESO#3_19

Senza sapere come, mi ritrovo nella testa del vecchio, il quale vuole spiegarmi la ragione per cui era stato rinchiuso a Coldharbour. Chi gli spiega che non me ne frega una cippa e che ero venuto solo per un saluto?TESO#3_20

L’occasione è buona per lanciare qualche citazione a caso degli eventi che avranno luogo in Oblivion e Skyrim, giusto per far felici i nazifan di TES.TESO#3_22

Scopro così che uno dei Cinque Compagni altri non è che, con molta probabilità, il villain principale di TESO e che anni prima aveva tradito i suoi fratelli per allearsi con i principi daedrici allo scopo di fondere i piani di Oblivion con quello di Mundus. A svelare il malefico piano ci pensò tuttavia Obi Wan, che per tale ragione fu rapito da Molag Bal e imprigionato nel villaggio vacanze del tutorial. Tutto molto interessante, non fosse che il bastardo traditore che ha dato il LA alle vicende di TESO si chiama Mannimarco, il che abbassa automaticamente il suo livello di Carisma di 20 punti.TESO#3_23

Concluso lo spiegone mi risveglio nella grotta con uno strano bruciore alle chiappe. Mi aspetto nuove istruzioni da Obi Wan, ma questi invece si accende una sigaretta e mi dice che mi ricontatterà più avanti. Non ne sono sicuro, ma credo che il vecchio mi abbia preso per un tipo da una botta e via. O forse la ragione è da imputare al mio livello d’esperienza troppo basso. Considerando però che il numero di quest secondarie affrontate prima della mia reunion con Obi Wan è stato decisamente elevato, se così fosse vorrebbe dire 1) che la trama principale è composta da un numero molto esiguo di missioni e 2) che il livello di calibrazione dei punti esperienza è completamente cannato. Spezzettare la quest principale con lunghe sessioni di grinding non è infatti l’ideale per tenere a mente la trama.



Ehi, non mi guardate in quel modo: sì, nei limiti del possibile a me piace seguire le trame anche negli MMO. Non giudicatemi! Vabbé, lasciamo perdere, che è meglio.

Uscito dalla grotta, mi accorgo che l’ora si è fatta tardi e la voglia di mettermi ad affrontare una nuova serie di quest secondarie rasenta il vuoto cosmico. Attivo così di nuovo la modalità “turista per caso”, alla ricerca di qualche location interessante. Una di queste la trovo a poca distanza dalla grotta di Obi Wan. Si tratta di uno dei punti di collegamento tra Oblivion e Mundus di cui mi ha parlato il vecchio, le cosiddette “Ancore Oscure”. Mi piacerebbe avvicinarmi, ma per qualche oscura ragione ogni volta che entro nel raggio di una cinquantina di metri vengo sloggato (eppure dalla distanza vedo altri giocatori nell’area, segno che il bug riguarda solo me).

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Mentre cala la notte si mette anche a piovere, il che mi dà l’occasione di godere del bell’effetto fanghiglia che va a coprire il terreno. Per quanto la distanza visiva di TESO sia veramente ai minimi termini, gli va reso atto di godere di un colpo d’occhio sempre di tutto rispetto.TESO#3_26

Non mancano poi le stranezze, tra cui questo tizio in piedi sul suo cavallo mentre consulta la mappa di gioco che vince a mani basse il premio “Bug del Giorno”.TESO#3_27

Decido di testare anche la visuale in prima persona in qualche combattimento. Nonostante il ridotto campo visivo, l’esperienza di gioco non ne risente molto, per quanto sia incontrovertibile la maggiore utilità della visuale in terza persona all’interno di MMORPG.TESO#3_28

Infine, poco prima di staccare, entro in un palazzo a caso dove trovo queste due guardie intente, per non si sa quale ragione, a darsi fuori a vicenda. Non potevo sperare di meglio per concludere questi tre giorni di closed beta.TESO#3_29

Questa mattina ho poi provato a ricollegarmi al server, giusto per vedere se per caso l’orario di chiusura fosse stato prolungato, ma ad attendermi c’era invece il messaggio d’errore sotto riportato. Mi chiedo come stia il mio argoniano. Avrà fame? Si sarà ricordato di chiudere il gas prima di andare a dormire? Ma soprattutto, gli sarà passato il bruciore alle chiappe?TESO#3_30

Considerazioni a caso giusto per concludere

Insomma, merita o meno questa sesta pergamena dei matusa?

Pur tenendo presente che la closed beta di questo fine settimana aveva soprattutto lo scopo di mettere sotto stress i server per vedere la loro reazione (e su questo punto, al di là di qualche sporadico momento di lag, devo promuovere a pieni voti la tecnologia adottata da Bathesda), ad appena due mesi dalla release ufficiale è ormai chiaro che la struttura portante di TESO sarà quella da me provata. Quindi no, a mio avviso TESO non merita.

È vero: il sottoscritto non è il giocatore tipico da MMO, ma per quanto soggettivo possa essere il mio giudizio, allo stato attuale TESO soffre di parecchi difetti oggettivi. Il primo è l’estrema monotonia delle quest, tutte pressoché identiche e prive di fascino. A ciò si aggiunge la loro brevità. Se una quest dura più di cinque minuti, è già tanto. Persino i dungeon, da sempre fiore all’occhiello della serie, in TESO sono ridotti a brevissimi corridoi formati, quando va bene, da due o tre stanze al massimo.

Altra cosa che non ho per nulla apprezzato è il vuoto che domina nella mappa di gioco. TES è sempre stata una serie famosa per la ricchezza delle sue ambientazioni dal punto di vista delle aree esplorabili. Al contrario TESO è stracolmo di porte e miniere dentro cui non è possibile entrare. Se già al momento dell’annuncio, due anni fa, in molti sospettarono in una sorta di TES castrato in quelli che sono i suoi punti cardine, beh, il risultato è persino peggiore delle più nere aspettative.

Come scrivevo due giorni fa, pur non essendo un fan di TES, ho sempre giocato a tutti i titoli della serie, perché a divertirmi non era certo la trama o il combat system, quanto il senso di libertà. TES per me è sempre stata la quintessenza del “if you can think it, you can do it (probably)”. Se volevo essere uno spietato killer di NPC, potevo diventarlo. Se volevo intrufolarmi in un’abitazione di notte e svaligiarla mentre i suoi inquilini domivano, potevo farlo. Se volevo raggiungere la vetta della montagna più alta, con un po’ di buona volontà potevo riuscirci. Così non è in TESO, con la sua struttura limitata, le sue porte dietro cui non c’è nulla e i suoi muri invisibili.

Certo, rimane il sistema di livellaggio basato su quanto un’abilità, un’arma o un’armatura vengono utilizzate, ma è ben poca cosa; senza contare che anche su questo punto c’è qualcosa che non va. Mi è ad esempio più volte capitato di vedere la mia abilità nell’armatura pesante aumentare di livello alla scoperta di una nuova area, senza che la cosa avesse alcun senso logico (e senza contare che il mio personaggio non indossava nessun pezzo d’armatura pesante).

Se dovessi riassumere questi tre giorni in una sola parola, userei “approssimazione”, ancor prima di “noia”. Allo stato attuale TESO non ha assolutamente nulla di nuovo da offrire nel panorama dei giochi online. Eppure, ne sono certo, vendera copie a palate, nonostante i quasi 200 Euri da scucire per giocarci solo il primo anno. Sia chiaro, ognuno è libero di fare quello che preferisce con i propri soldi, ma per quanto mi riguarda, preferisco di gran lunga rimanermene dalla parti di Skyrim a derubare negozi con l’aiuto di una pentola.

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2 thoughts on “The Elder Scrolls Online (ovvero cronaca di una beta #3)

  1. Azz, questo non era nei piani! Vabbé, informerò allora Bathesda di girarmi 30 centesimi di provvigioni. Anzi, facciamo 35, che così riesco a pagarmi un cappuccino alla macchinetta dell’ufficio.

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