The Elder Scrolls Online (ovvero cronaca di una beta #2)

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Caduta spoiler

ATTENZIONE!
CADUTA SPOILER

E rieccoci in quel di Tamriel. Avevamo lasciato il nostro prode uomo lucertola sulle rive meridionali di Morrowind, più precisamente nella regione di Bal Foyen. Ed è proprio da lì che riprende il cammino.

Rispetto all’isola di Bleakrock, la prima cosa che noto è l’altissimo numero di giocatori su schermo, il che mi fa sospettare che la prima parte di TESO sia semi istanziata al fine di evitare l’effetto “invasione unna”. Ora che invece gli spazi si sono fatti decisamente più ampi, tale rischio non c’è più e nonostante nei pressi dei personaggi chiave ci siano sempre dei piccoli assembramenti, lo spazio non manca mai, grazie anche a un saggio trucchetto escogitato da Bathesda. In pratica, per simulare un mondo “vivo” gli NPC cambiano posizione a seconda del nostro avanzamento nella storia. Può così capitare di ricevere una quest in città e poi ritrovare l’NPC che ce l’ha affidata direttamente all’uscita del dungeon. Un’ottima trovata, soprattutto in considerazione del fatto che in TESO tutti i giocatori si trovano all’interno di un unico megaserver, come già accennato ieri.

Detto questo, nei miei primi minuti a Bal Foyen decido di dedicarmi a un po’ di esplorazione, lasciando perdere le quest. Dopotutto un gioco non è fatto solo di missioni e combattimenti, ma anche di immersione. O almeno io la vedo così. Senza contare che Morrowind è sempre stato il mio capitolo preferito de Le Pergamene dei Matusa, soprattutto per via del suo stile grafico così lontano dal noioso canone medievaleggiante che impesta il genere Fantasy. Ritrovo così tutta una serie di vecchie conoscenze, quali guar…

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…cuccioli (penso) di alit…

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e betty netch.

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E poi bull netch, cliff racer, nix-hound, kwama, kagouti… e anche i primi pet.

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Oltre alla fauna, dedico qualche minuto anche all’architettura, decisamente lontana dallo stile a cui ero abituato. La Morrowind di TESO sembra infatti strizzare l’occhio allo mondo orientale, relegando solo a pochi casi le famose costruzioni scavate all’interno di piante giganti, elemento distintivo della regione vulcanica. Tuttavia, a voler ben vedere, è questa una scelta dotata di una certa logica. Vista la natura massiva del nuovo TES, occorreva allargare gli spazi, da cui l’architettura più tradizionale. Senza contare, comunque, che anche nel vecchio Morrowind non mancavano palazzi in legno e pietra.

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Durante le mie peregrinazioni, scopro anche che l’esplorazione da me tanto amata non è fine a se stessa. Al contrario, TESO incoraggia i giocatori a muoversi liberamente per la mappa, non solo allo scopo di trovare nuove quest da affrontare, ma anche di ricevere punti bonus.

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Così come ormai qualsiasi altro gioco, anche TESO integra infatti un elenco di achievement con cui sbloccare punti bonus da riutilizzare per acquisire skill e gear aggiuntivi.

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Altra cosa che scopro durante la mia gitarella è che per raccogliere qualsiasi risorsa non ho più bisogno dello strumento adatto, come invece era necessario in Skyrim, ennesimo segno, purtroppo, della semplificazione delle meccaniche a svantaggio del realismo. Pollice verso.

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Positivo invece il fatto che, al pari dei capitoli precedenti, sia possibile rovistare in quasi ogni mobile alla ricerca di oggetti utili. Anche qui, è lo stesso gioco a incentivare il giocatore a trasformarsi in un topo d’appartamento, nascondendo spesso oggetti rari e in grado di potenziare le nostre abilità.

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Peccato solo che ora gli NPC non si facciano più problemi se gli svaligiate la casa davanti ai loro occhi, e al diavolo la logica. Certo, qualcuno potrà far notare che in un MMO con decine di migliaia di giocatori collegati contemporaneamente sarebbe stato impossibile creare un efficace sistema “legislativo” come invece avviene nei capitoli singleplayer, ma resta il fatto che simili dettagli portano a un’immedesimazione nel mondo di gioco pressoché nulla.

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Dopo una mezz’ora abbondante dedicata a lore e ambientazione decido di tornare a svolgere qualche quest. Scopro così che anche a Bal Foyen non se la passano benissimo, con l’intera regione sotto attacco da parte delle truppe della fazione Daggerfall Covenant, le stesse che hanno conquistato l’isola di Bleakrock. Le prime quest di Bal Foyen sono in verità una mera scusa per farmi girare a zonzo per l’area e memorizzare la disposizione delle strutture principali (cosa per me inutile, vista appunto la precedente fase di esplorazione). Mi ritrovo così a cercare cittadini dispersi, ad addestrare bull netch e a consegnare rapporti. Questo fino a quando uno degli NPC (probabilmente parente della Melanie Griffith incontrata il giorno prima, a giudicare dall’aspetto) m’informa che i Daggerfall Covenant si apprestano a sferrare un massiccio attacco alla città di Balmora.

E qui finalmente un piccolo – ma molto piccolo – elemento di novità. I Daggerfall Covenant stanno infatti attacando contemporaneamente il porto, alla cui difesa è stata affidata Miss Simpatia, e le mura della città, protette dal gemello tossico di James Hetfield. A me scegliere chi aiutare, conscio che qualunque decisione presa andrà a influire sulla storyline principale (anche se da una closed beta di soli tre giorni è difficile intuire le reali ripercussioni delle nostre azioni). Per quanto mi riguarda la scelta è semplice. Dato che gli elfi mi stanno sostanzialmente sul cazzo (senza contare la loro tendenza a schiavizzare qualunque argoniano capiti loro a tiro), opto per la difesa delle mura cittadine, che se mi va bene rimedio anche una cannetta dal gemello di James.

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La quest è semplice: chiudere una serie di portali attraverso cui le truppe avversarie stanno entrando in città. Una volta fatto ciò è tempo di dedicarmi, in compagnia del mio amico tossico, al generale nemico. Tempo totale dell’assalto: 5 minuti scarsi, a ulteriore conferma dell’estreme semplicità degli scontri e debolezza dei boss. Che la difficoltà generale sia stata settata su “piece of cake” (cit.) proprio per via dei tempi ristretti della closed beta? Lo spero vivamente.

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Piccolo dettaglio che ho molto apprezzato: una volta sconfitto il generale nemico, uscendo all’esterno vedremo decine di truppe Daggerfall Covenant in stato d’arresto. Tutto ciò è però visibile solo al sottoscritto o a qualunque altro giocatore che abbia raggiunto il mio stesso punto nella storyline. Sì, questo megaserver funziona davvero molto bene.

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La battaglia non è però ancora finita. Vengo condotto nella città di Davon’s Watch dall’ennesimo elfo oscuro cagacazzi (dopotutto a Morrowind sono di casa) che, con i soliti modi cordiali tipici della sua razza di melma, mi ordina di andare a recuperare un’antica reliquia appartenente alla sua famiglia e nascosta in una cripta sotto la città. Verrebbe da chiedersi perché non ci vada lui anziché mandare un perfetto sconosciuto, ma prima ancora che ne abbia il tempo Mr. Cordialità mi spiega che la reliquia è protetta dagli spiriti dei suoi antenati e sarebbe un sacrilegio per lui combatterli. Non essendo invece il sottoscritto un membro della sua famiglia, va tutto bene se faccio stragi di fantasmi. Sceneggiatori, se ci siete battete un colpo!

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Recuperata e ricononsegnata la reliquia vengo inviato all’esterno delle mura per distruggere alcune baliste. Come nella migliore tradizione di TES, la battaglia campale che mi aspetta vede confrontarsi Quattro gatti in croce.

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Nonostante ciò, lo scontro è terribile e non mancano le vittime in ambo gli schieramenti, come questo povero soldato fagogitato da una scala mangiauomini di livello epico.

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Distrutte le baliste torno da Mr. Cordialità, il quale, sfruttando la reliquia da me recuperata, evoca quello che, se non ho capito male, è un golem composto da parti di suoi antichi parenti. Dico “se non ho capito male” perché questa sarebbe dovuta essere la mia prima quest di gruppo, ma a quanto pare vi ho preso parte negli ultimi 15 secondi disponibili, quando ormai era già stata conclusa dagli altri giocatori. Ho quindi avuto tempo solo di vedere il golem di carne evocato e bon. Mamma mia quanto divertimento…

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Nonostante il mio apporto all’esito dell’ultima quest sia stato pari a quello di Civati nel PD, vengo salutato dai cittadini come un eroe.

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Mi accorgo nel frattempo di essere passato di livello e qui mi aspetta un bella sorpresa. Alcune abilità già acquisite precedentemente possono infatti ora essere ulteriormente potenziate attraverso una struttura ad albero. Ammetto di non aver apprezzato molto questo sistema di crescita per due ragioni. La prima è che la struttura ad albero non è visibile sin dal primo minuto. Come faccio a scegliere un’abilità di base piuttosto che un’altra se prima non mi viene spiegato come tali abilità si andranno a evolvere nel tempo? In secondo luogo tale sistema di progressione mi appare ancora come estremamente limitato sia rispetto a molti altri MMORPG (penso al bellissimo sistema di progressione di Allods Online) sia rispetto a Skyrim. No, davvero, quelli di Bathesda avevano una sola cosa da copiare paro paro dal loro precedente titolo. E invece no, molto meglio scopiazzare TES V nello stile dei menù anziché là dove sarebbe stato davvero utile. Valli a capire…

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Finita la serie di quest legate alla difesa di Davon’s Watch, mi dedico nuovamente agli elementi di contorno. Per prima cosa m’iscrivo sia alla Gilda dei Guerrieri, sia a quella dei Maghi. Almeno allo stato attuale non sembrerebbe esistere una gilda dei ladri, ma spero di essere smentito visto che comunque TESO implementa al suo interno una blanda gestione della furtività.

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Passo quindi alle quest secondarie. Una di queste in particolare, il cui obiettivo è di rubare una bottiglia di vino da un locale, mostra un tentativo molto soft di creare qualcosa di un pochino originale.

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La bottiglia è infatti sotto l’occhio vigile del proprietario e per riuscire a sottrarla si è costretti a dialogare con i vari avventori fino a trovare un possibile piano. Nulla di troppo cervellotico, sia chiaro. Anzi, diciamo pure che la soluzione si rivelerà di una banalità imbarazzante. Vabbé, accontentiamoci.

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Nel frattempo nella chat qualcun altro oltre al sottoscritto esprime qualche dubbio sulla qualità di TESO e su come questo (non) premi la collaborazione tra giocatori…

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Ma eccomi finalmente lasciare alle spalle Davon’s Watch per addentrarmi nel cuore di Morrowind. Un cuore fatto di funghi giganti, vulcani…

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…e bug.

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Molti bug.

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Talmente tanti da impedirmi addirittura di soccorrere un povero tizio ucciso da un insetto gigante, nonostante nell’inventario disponga della Petty Soul Gem necessaria per riportare in vita gli altri giocatori. Che poi, bisogna proprio impegnarsi per farsi accoppare in TESO.

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Abbandonato il cadavere al suo destino, mi dedico ai vivi, provando il sistema d’interazione che, non ho difficoltà ad ammetterlo, è di un intuitivo favoloso. Basta infatti avvicinarsi a un giocatore e schiacciare F per attivare un menù circolare con cui selezionare l’operazione desiderata: aggiungere agli amici, creare un party, scambiare oggetti, vedere le statistiche altrui o segnalare un giocatore ai GM.

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Intuitiva anche la tendina delle quest, per quanto decisamente meno innovativa. Non solo infatti queste vengono ordinate per area o fazione, ma presentano anche colori differenti a seconda della difficoltà. Semplice ma efficace.

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A proposito di quest, mentre mi avventuro per Morrowind incappo in una missione secondaria su cui mi soffermo un attimo per tornare a parlare dell’elemento narrativo di TESO. La quest in questione (scusate il gioco di parole) vede una giovane elfa oscura di buona famiglia scomparsa nel nulla. A venire indiziati sono subito due miei poveri compatrioti argoniani, Soft-Scale e Walk-in-Ash, rei di essere solo dei puzzoni (che poi noi argoniani non puzziamo: siamo solo diversamente profumati). Per via della diffidenza provata dai Dunmer (il vero nome degli elfi oscuri) nei loro confronti, Soft-Scale e Walk-in-Ash non hanno modo di condurre indagini con cui discolparsi, e pertanto incaricano me della cosa. Mi sembra logico: i Dunmer non si fidano di due argoniani locali, ma non hanno invece problemi ad affidarsi a un argoniano mai visto prima. Che siano parenti di Mr. Cordialità?

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Comunque alla fine si scoprirà che la ragazza non era stata rapita, ma era solo rimasta bloccata in un santuario a seguito di un’eruzione vulcanica. Seguono baci e abbracci tra elfi e uomini lucertola e tanta tanta commozione come nemmeno a C’è posta per te.

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Finiti i festeggiamenti mi rimetto in cammino, fino a raggiungere una sorta di cimitero dove incontro un tizio che mi racconta dello spirito di un mago in grado di donarmi grandi poteri se sarò in grado di liberare la sua anima; o qualcosa del genere, che era ormai tardi e la palpebra iniziava a calare.

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Inizio così il rituale per l’evocazione dello spirito del mago. Rituale che ovviamente consiste nel saccagnare di botte qualunque cosa mi capiti a tiro.

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E qui si conclude questa seconda parte. Riuscirà il nostro eroe a raggiungere il suo obiettivo? Davvero lo spirito del mago rispetterà la promessa? Ma soprattuto, come cazzo ha fatto Rocco Hunt a vincere la sezione “Nuove Proposte” di Sanremo? Lo sapremo solo domani.

つづく

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