Sunday Random (ovvero di saldi, vasellina e steampacchi)

«Cos’hai fatto l’ultimo?»
«Mah, il solito. Cenone, conto alla rovescia, trenino, qualche petardo lanciato contro il gatto della vicina e poi tutti a nanna. E tu?»
«Nulla di che. Sono andato a Torino per fermare il Ragnarok aiutato dai membri di una metal band svedese.»

Steam Winter Sales

Steam-Winter-Sale-2013

Uno ci prova, davvero. Ci si ripete che quest’anno sarà diverso, che non ci si farà ammaliare dalle millemila allettanti offerte, che in fondo abbiamo già la libreria piena di titoli che nemmeno si ha ancora avuto il tempo di provare eccetera ecetera.

Tutte cazzate.

E così il 19 dicembre arriva e l’home page di Steam ti saluta con l’immagine di Gabelone con un’orgia di sconti in una mano e un barattolo di vasellina nell’altra. Lui ti guarda, tu lo guardi; e alla fine non ti rimane altro da fare che sospirare, slacciarti i pantaloni e metterti a novanta gradi, augurandoti che questa volta non faccia (troppo) male.

Ecco quindi i miei acquisti di quest’anno.

Dunwall City Trials, The Knife of Dunwall, The Brigmore Witches
Ovvero i tre arcinoti DLC dell’altrettanto arcinoto (e, mi spiace dirlo, sopravvalutato) Dishonored. DLC che in verità avrei voluto acquistare qualche mese fa con la GOTY, ma, da bravo pirla quale sono, a suo tempo selezionai per sbaglio la versione liscia. Seguirono improperi. Molti improperi. L’incazzatura fu tale da voler a tutti i costi aspettare i saldi invernali prima di recuperare l’ultima parte della storia, sperando in uno sconto un po’ più sostanzioso rispetto a quello applicato al momento del mio errore. Così non è stato.

Oddbox
In wishlist da tempo immemore in attesa di un momento di debolezza nostalgica, l’Oddbox è stato il primo vero acquisto durante i saldi. Rigiocare i primi due capitoli sulle disavventure del povero Abe mi ha riportato alla memoria i tempi in cui i videogiochi erano davvero difficili. E poi ci sono anche Munch’s Oddysee e Stranger’s Wrath, che invece non ho mai avuto il piacere di provare. Insomma, ne avrò per un bel po’.

Giana Sisters: Twisted Dreams
Come definirlo? Un seguito? Un reboot? Il becero sfruttamento di un titolo noto forse solo ai giocatori di vecchia data, collegato com’è a una delle più famose cause legali intentate da Nintendo? Più semplicemente Giana Sisters: Twisted Dreams è un buon platform vecchia scuola, di quelli con zero trama, zero intelligenza artificiale, ma tantissimi livelli ad alto tasso di bestemmia. Senza contare che, a differenza del titolo originale, GS:TD gode di una piacevolezza visiva (e sonora) decisamente sopra la media.

Trials Evolution Gold Edition
Classico gioco che non avrei mai acquistato se non scontato e con cui ammazzare il tempo ogni tanto. Punto.

Shadow Warrior
Hard Reset mi era piaciuto un sacco, tanto da considerarlo uno dei migliori FPS degli ultimi anni, quindi il nuovo titolo dei Flying Wild Hog rappresentava un acquisto pressoché obbligato. L’ho provato ancora poco (giusto un paio di livelli), ma tra dialoghi esilaranti, un sistema di combo e di potenziamenti decisamente ispirato e nemici come se piovessero sembrerebbe proprio l’FPS old school che mi aspettavo. Per il momento promosso.

Contagion
Primo di tre titoli dedicati agli zombie acquistati durante i saldi. Il concept è davvero niente male, ma trattandosi di un gioco che pone molta enfasi sulla collaborazione l’esperienza varia a seconda di chi trovi a giocare con te. È probabilmete il titolo che mollerò per primo o a cui dedicherò il minor numero di ore.

State of Decay
Forse l’unico gioco che aspettavo davvero durante i saldi. Lungi dall’essere il free roaming a tema horror definitivo, State of Decay ha saputo allo stesso tempo esaltarmi e mandarmi in bestia. Da una parte devo ammettere d’essere rimasto piacevolmente sorpreso dalla possibilità di cambiare (quasi) liberamente personaggio. Temevo una scarsa immedesimazione (non che questo sia un fattore basilare, essendo la trama ridotta ai minimi termini e piena di cliché della peggior specie) e invece l’effetto ottenuto è stato l’esatto contrario. Vedere un membro della nostra “famiglia” perdere la vita o essere costretti a lasciare indietro qualcuno perché non c’è abbastanza spazio sul proprio mezzo fa male. In tal senso State of Decay riesce a rendere molto bene l’idea di lotta per la sopravvivenza. Peccato solo per l’interfaccia un po’ caotica e la scarsa (per non dire nulla) interazione con l’ambiente, come quando, nel tentativo di sfuggire a un’orda di zombie, decidi di puntare la tua vettura verso un campo coltivato circondato da una fragilissima staccionata e solo quando la colpisci scopri che quell’ammasso di legnetti è in realtà indistruttibile, col risultato di distruggere l’auto e vedere il tuo personaggio e il suo compagno di merende raggiunti dagli zombie e ridotti a carne macinata. Ridicolo, oltre che frustrante, visto che il gioco non permette di salvare se non quando si esce dalla partita.

Deadly Premonition
Sarò onesto: non fosse che un mio amico mi ha fracassato gli zebedei me ne ha parlato sempre molto bene, probabilmente non avrei mai acquistato Deadly Premonition. L’idea di buttarmi in un altro horror che 1) a detta praticamente di tutti non fa paura, 2) è frutto di un porting obbrobrioso (roba da far rivalutare la Prepare to Die Edition di Dark Souls) e 3) “gode” del modello di guida peggiore mai realizzato, beh, tutto ciò non m’ispirava molto. Tuttavia “qualcuno” ha continuato a ripetermi che Deadly Premonition è un gioco che va provato solo per godere dell’ascolto di alcuni tra i dialoghi più folli e divertenti di sempre. Lo spero, perché per il momento ho provato solo il primo livello (una sorta di tutorial) e c’è da mettersi le mani nei capelli per quanto è realizzato da cani.

EDIT: Ho finalmente superato il livello tutorial e posso confermare che il gioco cambia faccia. In positivo.

DayZ
Come già detto settimana scorsa, non sono un tipo da early access. Così, DayZ mi ero limitato a inserirlo nella wishlist e lì tenerlo fino a che il gioco non avesse raggiunto una fase più matura. No, non avevo proprio intenzione di comprarlo. E infatti non l’ho fatto. Trattasi infatti di un graditissimo regalo di S. E così il gioco a cui ho prestato la minore attenzione si è rivelato quello su cui ho passato le ultime tre notti. Perché per quanto buggato (e ci mancherebbe, trattandosi ancora di un’alpha), per quanto brutto sia il level design e per quanto la mappa sia gigantosamente gigante rispetto ai 40 giocatori massimi permessi, DayZ è un gioco dannatamente divertente se affrontato nella giusta ottica. Derubare un tizio beccato mentre mangia una scatola di fagioli puntandogli contro una pistola in verità scarica è infatti una delle sensazioni più esaltanti mai provate. Videoludicamente parlando, s’intende.

Therion 011

Therion-011

Il nuovo anno, oltre che con un terribile malditesta (non ho più l’età per andare a ballare), si è aperto con la prova sul campo di un nuovo gioco da tavolo, tale Therion 011, anche se il nome esatto è in verità soltanto 011, essendo Therion il nome della metal band svedese su cui è basato il titolo (sì, a quanto pare i Kiss hanno fatto scuola in fatto di promozione della propria immagine).

Nonostante l’origine nordica, il gioco è ambientato in una Torino d’inizio Ottocento dal vago sapore Steampunk. Ma molto vago, oltre che gonzo. Così tanto che sarebbe più corretto parlare di “steampacco”, visti i cliché adottati a livello grafico. Trattandosi però di un gioco da tavolo e non narrativo, è questo un fattore secondario.

Le meccaniche, in breve, ci vedono alla ricerca dell’armonium, strumento musicale in grado di fermare Fenrir  il suo Ragnarok (perché una spruzzata di Scandinavia ci voleva). Tuttavia non basta trovarne l’ubicazione. Prima occorre comporne la melodia e identificare il prescelto in grado di suonare l’armonium tra una rosa di otto candidati, guarda caso i membri della band musicale di cui sopra. Nel gioco non assumiamo quindi un ruolo preciso, bensì muoviamo gli otto musicisti sulla mappa al fine di recuperare di volta in volta gli elementi a noi utili. Ogni azione che andremo a compiere necessiterà tuttavia di una determinata quantità di minuti, i quali verranno “prelevati” dal nostro ammontare iniziale. Ed è qui che 011 rivela la sua natura strategica.

I minuti rappresentano infatti una sorta di “valuta”, tanto da poter essere addirittura scambiati. Volete ad esempio essere i primi a giocare il prossimo turno così da sfruttare un determinato bonus? Ecco allora partire un’asta dove vince chi sacrifica più minuti. A ciò si aggiunge il sistema di trasporti. Ogni movimento sulla mappa comporta infatti la perdita di un minuto per casella. Come fare allora a raggiungere l’armonium in tempo se magari questo si trova agli antipodi del prescelto da noi identificato? Semplice: salendo a bordo di un dirigibile, di un tram o di un treno. Ma attenzione, perché in alcuni turni l’utilizzo di un mezzo di trasporto piuttosto che di un altro potrebbe essere interdetto.

Insomma, 011 appare quasi come un ibrido tra Cluedo e Risiko, e devo dire che, per quanto macchinoso risulti il primo impatto, la struttura funziona. L’impressione è quella di un gioco che, una volta assimilato per bene, permette un alto tasso di strategia, grazie anche all’assenza di molti fattori determinati dalla fortuna (i dadi qui non esistono). Purtroppo mi è però difficile darne un giudizio complessivo, vuoi perché una partita da sola non basta, vuoi perché con Quattro giocatori o più 011 prevede la comparsa di un’altra figura di cui ora non ricordo il ruolo (chiedo venia, ma il primo ero veramente uno zombie). [EDIT: S mi ha spiegato che, allo scadere del quinto dei dodici turni di gioco massimi, uno dei giocatori assume il ruolo di Fenrir e da quel momento il suo scopo diventa quello di uccidere il possibile prescelto] Se quindi disponete di un folto gruppo di amici, 011 potrebbe fare al caso vostro. Sebbene il regolamento sia infatti un po’ complesso, una volta memorizzate le meccaniche le partite si svilupperanno molto velocemente, impiegando probabilmente non più di 3 ore in caso di party numerosi.

PS: Sempre in tema di giochi da tavolo, ieri sera mi sono ritrovato con S e L per continuare la sessione di Psi*Run. Sabato prossimo dovrei quindi essere in grado di pubblicare il nuovo “episodio” della serie, con alcune novità al seguito.

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