Anno nuovo, nuovo nick

Legend-of-the-Pixel-sneak-peek
Ci sono momenti in un cui un uomo dovrebbe pensare bene alle scelte che si accinge a fare1. Ad esempio entrare in uno studio di tatuaggi dopo il quinto Long Island non rientra propriamente nel novero delle azioni intelligenti. Così come, al contrario, non lo è nemmeno salire sull’altare senza aver prima buttato giù il quinto Long Island. Un’altra azione poco furba è poi decidere di cambiare il nickname che da più di dieci anni ti accompagna nelle tue peregrinazioni per le lande d’Internet così, di punto in bianco. La domanda quindi è: quanto ci ho pensato? Ma soprattutto, a quanti Long Island sono arrivato?

Premesso che il sottoscritto preferisce di gran lunga un buon chinotto (non l’avreste mai detto, vero?), posso confermare che questa è una decisione presa non d’impulso, bensì meditata a lungo nella piena consapevolezza dei mille e più problemi che ciò comporterà. Ora, potrei a questo punto partire con un bel pippone sul fatto che un nick deve rappresentare una summa dei propri interessi e della propria personalità, e che cambiare nick non significa necessariamente rinnegare il proprio passato internettiano e bla bla bla… Potrei, ma la verità è che sarebbero tutte cazzate. Se ho infatti deciso di cambiare nick, è soprattutto perché mi sono rotto gli zebedei di due categorie di persone.

La prima è quella più “innocua”, ma anche quella che ha sempre bisogno delle maggiori spiegazioni. Si tratta di coloro che immancabilmente a leggere “Okamis” partono con la domanda: ma dai, anche te fan di Okami? E lì ogni volta a spiegare che no, non sono fan di Okami (che oltretutto non ha la S, il che già dovrebbe essere un indizio), che non ci ho mai giocato, che tantomeno ho mai avuto una PlayStation e che non me ne potrebbe fregare di meno di averne una. Al che segue la seconda domanda: ma allora perché hai scelto questo nick? E di nuovo giù a spiegare che è il nome di una regione letto per la prima volta ne Il Giglio insanguinato di Julian May e no, prima che tu lo chieda non sono nemmeno fan di Julian May, dato che Il Giglio insanguinato è uno dei romanzi più brutti e insulsi che abbia mai avuto il (dis)piacere di leggere.

La seconda categoria è invece quella a cui si deve la maggior influenza nella mia decisione. Si tratta di quei bimbominkia in età da slogamento del polso per le troppe pugnette che traducono (anzi, traducevano) il mio nick con l’equivalente di “cagna in calore con capacità respiratorie e dallo scarso rispetto verso la propria persona”, ovvero come una storpiatura di “Oca Miss”. E vi assicuro che di simili soggetti l’Internetto è pieno, tanto che l’ultimo episodio si è addirittura verificato durante una sessione di ArmA III, dove sono stato oggetto di continue avances da parte di un tizio che non riusciva a capire il significato della frase “guarda che sono un maschio” (e non fate la battuta a cui state di sicuro pensando, perché vi rispondo subito che per tutto il tempo si rivolgeva al sottoscritto al femminile).

Quindi, per farla breve, ho deciso di dare un taglio al passato e optare per un nick che, pur non riflettendo del tutto la mia età anagrafica (ancora per poco), rende bene l’idea di quelli che sono i miei principali gusti in fatto di videoludo, oltre che principale ragione per cui questo blog si chiama come si chiama. Insomma, da oggi in poi sarò “The Old Gamer”, ma se preferite chiamarmi semplicemente “Vecchio” mi girerò comunque, e non dall’altra parte.

Ci sarebbe poi un altro motivo, a volerla dire tutta: potermi far soprannominare anche “il blogger un tempo noto come Okamis”. Nessuno ha mai avuto un’idea così geGniale!

O no?

PS: Questo cambio di nick avverrà anche su tutti i vari social network, blog e forum che frequento. Entro le prossime 24/48 ore dovrei completare l’operazione chirurgica per l’asportazione dell’okamis. Spero solo non faccia male.

PPS: A proposito di domande, se ve lo state chidendo (e ve lo state chiedendo, vero? vero?!) l’immagine di copertina è un piccolo sneak peek di una boiata che, se tutto va bene, dovrebbe comparire su questi lidi tra qualche settimana/mese (comunque entro l’estate). E sì, il modello di fondo si basa sullo stile dei ragazzi di Asthree Works, ma i più attenti noteranno alcuni dettagli divergenti. Dopotutto da una base bisogna pur partire.

PPPS: Un penny a chiunque coglierà il personaggio a cui è ispirato il nano culturista.



1 Non cito il sesso femminile solo perché così magari una femen si presenta alla mia porta con le tette di fuori per rivendicare i propri diritti di donna. [↑]

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