Sunday Random (ovvero di scatole, illuminotecnica e gaiju)

Video, video e ancora video. Perché le immagini statiche appartengono ormai alla vecchia scuola e qui al baretto di OGW siamo per il progresso. Armatevi quindi del vostro fidato proiettore manuale 35mm e fate partire la pellicola, gustandovela magari con un bel bicchierone di chinotto. E se doveste vedere un mostro alto cento metri venirvi incontro, non fuggite in preda al panico: è solo un effetto speciale.

Ah, la magia del cinematografo!

Steambox

Questa settimana Valve ha spedito a un ristretto gruppo di eletti i primi prototipi di Steambox. Ammetto di averci provato pure io a iscrivermi alla beta, ma purtroppo pochi giorni fa è stato annunciato a sorpresa che questa fornitura sarebbe stata ristretta al suolo americano (cattiva Valve, non si deludono così le speranze altrui!).

Trattandosi di prodotti rivolti esclusivamente a del sano beta testing, mi aspettavo che la console il computer la Steambox venisse inviata dentro a un’anonima confezione in cartone con appicciata sopra una foto di Gabe Newell mentre mangia un panino immerso nudo in una vasca piena di dollari. E invece no. Alla Valve a quanto pare vogliono fare le cose in grande e così la Scatolavapore è stata inserita in una scatola di legno serigrafata. Boxinception!

Soma

Soma è il nuovo gioco dei Frictional, di cui questa settimana è uscito il secondo trailer. Perché non è parlato nel post pubblicato questa settimana e dedicato proprio ai survival horror? Innanzitutto perché Soma dovrebbe uscire nel 2015 e in secondo luogo perché quanto visto finora non mi ha convinto al 100%. Per il momento infatti la creatura dei Frictional non sembra discostarsi molto dai loro progetti passati. Non che sia un male vista la qualità di Penumbra e Amnesia: The Dark Descent, ma dopo sei anni è lecito aspettarsi un’evoluzione del genere.

In merito al trailer uscito questa settimana, ho comunque capito una cosa: nel futuro tutti se ne fregheranno delle normative sulla sicurezza sul posto di lavoro. Sarà che per campare lavoro in un’azienda d’illuminotecnica, ma provo sempre una sensazione di fastidio quando nei videogiochi vedo stanze piene di lampade che non fanno una cippa di luce. Capisco che nei survival horror le ombre rivestano sempre un ruolo importante, ma forse questa volta si è un filino esagerato.

Godzilla

È da anni che si parla di questo reboot di Godzilla (ma ha davvero senso definirlo tale con un personaggio del genere?). Visto lo scempio fatto da Emmerich nel 1998, il mio livello di fottesegatometro verso la pellicola è sempre stato molto alto. O almeno fino a questa settimana. Martedì è infatti uscito il primo trailer e, strano a dirsi, il film sembra interessante. Molto interessante. Forse persino troppo interessante.

Al di là del teribbile doppiaggio (alla faccia di chi continua a sostenere la balla secondo cui in Italia abbiamo i migliori doppiatori al mondo), ho trovato la scena del salto sopra la città in macerie (che – miracle! – per una volta tanto non è New York, ma San Francisco) a dir poco terrorizzante. Più in generale sembrerebbe che il tono dato al film sia molto più cupo e “versosimile” rispetto a quanto visto in passato. Il che non dovrebbe sorprendere, visto che alla regia c’è Gareth Edwards, regista divenuto famoso con un altro monsters movie dal taglio realistico: Monsters.

Sarò sincero: la presenza di Edwards alla regia mi consola e preoccupa allo stesso tempo. Monsters, infatti, più che un film era uno showreel di After Effects privo di una vera e propria sceneggiatura (addirittura alcuni “attori” erano in verità persone comuni riprese a loro insaputa). L’unica parte che a suo tempo promossi a pieni voti è quella finale, con (credo) la prima scena di sesso tra mostri giganti della storia del cinema. Certo, va anche detto che Monsters era una pellicola indipendente realizzata con un budget di appena 500.000$, mentre ora i soldi a disposizione sono la bellezza di 150.000.000$, ma le perplessità restano, trattandosi in un certo senso del primo vero lungometraggio del regista.

Allo stesso tempo, ci sono alcuni punti che mi fanno sperare in bene. Innanzitutto il “nuovo” Godzilla dovrebbe essere molto più vicino all’originale della Toho, che al simil tirannosauro di Emmerich, con tanto di Nuclear Ray a disposizione (nel trailer al minuto 1:38 è possibile vederne gli effetti su di un palazzo). In secondo luogo tra i protagonisti c’è anche Bryan Cranston. Infine ci sarebbe quella battuta lanciata qualche tempo fa da Guillermo del Toro secondo cui non gli dispiacerebbe l’idea di un crossover tra Godzilla e Pacific Rim. La domanda però è: l’umanità sarebbe pronta per un tale livello di figaggine?

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