Sunday Random (ovvero di mech, boobies e streaming)

OGW non è un blog di news e tantomeno lo vuole diventare. Ciò non vieta tuttavia di sfruttare questo angolo (ottuso) per segnalare un po’ di materiale a casaccio. Ho quindi deciso di dedicare la domenica a tutta una serie di rapidi consigli e curiosità su cui sono incappato durante la settimana. Non sarà un appuntamento fisso, lo dico sin da subito, quindi quando non avrò nulla da dire, non sprecherò un articolo solo per riempire spazio. Detto questo, fuoco alle miccie…

Kill la Kill

Kill-la-Kill

Non sto guardando molti anime in questo periodo, e i pochi che vedo li recupero a spizzichi e bocconi. Tranne uno: Kill la Kill, ovvero il nuovo lavoro di Hiroyuki Imaishi e Kazuki Nakashima. Se non sapete chi siano costoro, sappiate che si tratta delle due menti alla base di Sfondamento dei cieli Gurren Lagann. Se poi non sapete nemmeno cosa sia Sfondamento dei cieli Gurren Lagann, oltre a darvi un coppino sulla testa (ma amichevole, eh), non posso che consigliarvi di andarlo a recuperare subito, trattandosi di uno dei più begli anime degli ultimi anni di sempre. E per certi versi Kill la Kill può essere considerato una sorta di seguito spirituale di Sfondamento dei cieli Gurren Lagann, pur non condividendone storia e personaggi (anche se i più attenti noteranno un certo “dettaglio” che unisce dal punto di vista grafico le due serie).

La storia ruota attorno a Ryuko Matoi, ragazza dai modi burberi che, armata di una spada a forma di metà forbice, si presenta un giorno all’accademia studentesca di Honnouji con l’obiettivo di trovare e uccidere l’assassino di suo padre. Solo che l’accademia di Honnouji non è la classica scuola giapponese, ma una società militarizzata il cui consiglio studentesco, presieduto dall’algida Satsuki Kiryuin, domina sull’intera baia di Tokyo grazie a delle speciali uniformi realizzate in biofibra, tessuto in grado di decuplicare la forza di chi lo indossa. E tanto è più alto il contenuto di biofibra, tanto maggiore sarà il potere racchiuso nell’uniforme.

Ryuko capisce subito di non avere alcuna possibilità contro l’esercito di Satsuki, ma per sua fortuna uno dei professori della scuola, in realtà membro di un’organizzazione segreta nota come Spiaggia dei Nudisti (no, non ho sbagliato a scrivere), farà in modo che la ragazza entri in possesso di un’uniforme senziente di nome Senketsu, realizzata al 100% in biofibra e in grado, in cambio del sangue di Ryuko, di trasformarsi in un’armatura bellica senza eguali. Solo che quando parlo di “armatura” in verità intendo un microcostume sexy che più micro non si può. La “filosofia” dietro Kill la Kill è infatti che se vuoi mostrare il vero potere nascosto dentro di te, allora devi esporti completamente agli altri (metaforicamente e non). E se state pensando che questo sia solo un becero trucco per dar vita a un festival del fan-service, sappiate che avete perfettamente ragione.

Da questo sunto estremamente sintetico è chiaro come, al pari della loro precedente serie, Imaishi e Nakashima siano tornati a distruggere e ricostruire quelli che sono i topoi (e soprattutto i cliché) del fumetto e dell’animazione giapponese, dando vita a un’opera allo stesso tempo derivativa e originalissima. Così, se Sfondamento dei cieli Gurren Lagann altro non era che una riscrittura dell’intero universo mecha, Kill la Kill fa lo stesso con i vari generi e sottogeneri scolastici e di arti marziali. Il risultato, almeno per ora (siamo al nono episodio sui 25 previsti), è un anime godibilissimo e con personaggi caratterizzati alla perfezione, nonostante ognuno di essi sia basato su uno stereotipo ben preciso (dalla protagonista orfana e in cerca di vendetta, alla compagna di banco ingenua e piena d’entusiasmo, passando per i vari antagonisti).

Ciò che però rende le opere di Imaishi e Nakashima assolutamente uniche può essere riassunto in una parola: esagerazione. Tutto, dallo stile dei disegni e delle animazioni, al character design, fino alla trama, è esasperato nel suo voler a tutti i costi mettere a nudo i cliché del genere. A un occhio distratto, questo citazionismo e questo stile ipertrofico potrebbe apparire come un modo sempliciotto di mascherare una sostanziale mancanza d’idee. Tuttavia con Imaishi e Nakashima il colpo di scena, quello davvero inaspettato e che in un attimo stravolge l’intero impianto narrativo, è sempre dietro l’angolo, e chi ha visto Sfondamento dei cieli Gurren Lagann sa benissimo a cosa mi riferisco. E considerando che la serie si avvicina al giro di boa sfruttando proprio il più classico dei cliché (il buon vecchio torneo di arti marziali) è molto probabile che tra una manciata di settimane Kill la Kill riveli la sua vera natura.

Esiste poi un altro motivo per cui questo è un anime da vedere a tutti i costi, e questo motivo si chiama…

Daisuki

Daisuki

Daisuki è sito web, e fin qui niente di strano.

Daisuki è però anche un sito di streaming video specializzato in animazione giapponese, e già qui la cosa comincia a farsi interessante.

Ma soprattutto Daisuki è un sito nato dalla collobarazione tra la Anatsu-DK e sei tra i più importanti studi d’animazione giapponese (Toei Animation, Aniplex, Sunrise, TMS Entertainment, Nihon Ad Systems e Dentsu), e qui la storia diventa estremamente interessante.

Daisuki nasce infatti a Maggio 2013 con lo scopo di diffondere in maniera gratuita anime che altrimenti non sarebbero visibili in molti paesi, se non armandosi di “ronzino” o “canotto”. Si tratta oltretutto di serie per lo più recentissime, in alcuni casi passate addirittura in simulcast con la versione televisiva giapponese. È il caso ad esempio proprio di Kill la Kill, i cui episodi vengono caricati sul sito appena un’ora dopo la messa in onda in Giappolandia.

Purtroppo non tutte le serie sono visibili in tutti i paesi, a causa magari di accordi precedenti tra gli studi di produzione giapponesi e i distributori locali che avevano già acquistato i diritti su di una serie piuttosto che un’altra. Ad esempio, per noi Italiani sono disponibili solo 5 serie: Kill la Kill, appunto, Mobile Suit Gundam ZZ, Mobile Suit Gundam Unicorn, Mobile Suit Gundam SEED HD Remaster e Mobile Suit Z Gundam. Per la serie, o vi piacciono i robottoni e le tette (ma a chi non piacciono le tette?), oppure siete fottuti. Ergo, niente Sword Art Online, niente Magi, e soprattutto niente serie storiche come Lupin III, Dragon Ball o One Piece. Un problema di poco conto, comunque, oltre che aggirabile nel giro di cinque minuti (ma non sarò di certo io a darvi come).

A questo punto so già cosa si chiederanno in molti: “sì, tutto molto bello, ma che me ne faccio di un sito che manda in onda anime in lingua giapponese, se già ho difficoltà a capire i testi delle canzoni di Ligabue?”. Ed è qui che Daisuki sfodera il suo asso nella manica. Infatti tutte le serie caricate sul sito sono anche sottotitolate nelle lingue dei rispettivi paesi di accesso. Convinti ora?

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One thought on “Sunday Random (ovvero di mech, boobies e streaming)

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