Little Big Adventure (ovvero di free roaming, draghi e cetrioli)

LBA-logoIl mio primo computer l’ho avuto a 11 anni come regalo di promozione alle medie. Non ricordo il modello esatto e tantomeno la marca, ma due cose non le scorderò mai. La prima era il CD d’installazione di Windows 95 con all’interno il videoclip di Buddy Holly dei Weezer e lo psichedelico Hover!. La seconda è il bundle di giochi allegato: FIFA International Soccer, Nascar Racing ’94 e soprattutto Little Big Adventure. Dico “soprattutto” perché se di calcio e motori non me n’è mai fregata una cippa, LBA prometteva alieni, scienziati pazzi, intere isole da esplorare in lungo e in largo e botte. Tante botte. Senza contare la possiblità di cavalcare un drago brandendo una sciabola!

LBA-copertina-manuale

Oddio, “drago” forse è una parola un po’ grossa.
Diciamo piuttosto un grosso cetriolo con attaccate due ali…

Purtroppo però c’era un problema. Se infatti FIFA e Nascar erano avviabili direttamente dal desktop, così non era per LBA. No, lui era nato per MS-DOS e pretendeva di essere avviato tramite MS-DOS! Fu il panico per me che arrivavo dall’universo NES, noto anche come quel regno fatato dove l’unica difficoltà nell’avviare un gioco era il dover soffiare nella cartuccia quando questa non ne voleva sapere di funzionare. Fu così che dopo smanettamenti vari tra manuali d’istruzioni (in inglese, e io alle elementari avevo studiato francese), consigli d’amici (tutti sbagliatissimi) e trial and error, giunsi alla rivelazione: la formula magica per far partire Little Big Adventure.

C:\
C:\LBA
LBA

Da qui a diventare un hacker provetto e bucare il sito dell’FBI il passo era ormai breve.

Oddiosanto no, non come loro!

Oddiosanto no, non come loro!

Riuscito finalmente ad avviare il gioco e superato il filmato iniziale in grafica prerenderizzata in perfetto Nineties style, la mia piccola grande avventura poteva iniziare. Era ormai da giorni che non aspettavo altro che menare fendenti, combattere eserciti di cloni e lanciare sfere energetiche al grido di “hadouuuken!“. Sì, ero pronto! Ero…

...in prigione?!

…in prigione?!

Negli anni ho sviluppato una teoria: LBA è una perfetta metafora della vita. Non importa quali siano le tue aspettative, non importa quali siano le tue capacità: prima o poi qualcuno più tosto di te ti prenderà a calci nel sedere e ti sbatterà in prigione senza spiegarti il perché e senza nemmeno passare dal via. E vi assicuro che nel corso di LBA si finisce in prigione un sacco di volte. IT’S THE FUCKING LIFE, BITCH!

LBA-Negozio

Faccio così conoscenza del protagonista, Twinsen, un giovane Quetch (razza umanoide con grossi problemi di calvizia sin dalla tenera età) che un bel giorno comincia ad avere sogni premonitori sulla fine del suo mondo, Twinsun, fine che sarà causata dal malvagio dottor Funfrock, dittatore dell’intero pianeta. Fosse stato furbo il nostro bel pelatone con la coda di cavallo avrebbe sfruttato i suoi poteri divinatori per uccidere Funfrock mentre questi andava in bagno con la Gazzetta dello Sport sotto braccio, ma Twinsen, come ogni protagonista che si rispetti, è un perfetto idiota, e così comincia a sbandierare ai quattro venti delle sue visioni, con l’ovvio risultato di venire arrestato.

    "Tesoro, sono appena evaso di prigio... Perché indossi l'abito da sera?"     "Oh... Amore... Ecco, no, vedi... stavo solo andando a fare la spesa..."

“Tesoro, sono evaso di prigio… Ehi, ma perché indossi l’abito da sera?”
“Oh… Amore… Ecco, no, vedi… Stavo solo andando a fare la spesa…”

La storia proseguiva con il classico canovaccio da storia fentesiiiii1 n°34730/C: magici oggetti da ritrovare, divinità prodighe di consigli ma troppo stronze per darvi un’aiuto materiale quando serve, bande di ribelli al cui confronto la banda Bassotti è un pericoloso gruppo terroristico e, dulcis in fundo, il più becero dei cliché: la scoperta che in verità voi siete il prescelto, colui che è destinato a salvare il mondo e a farsi la bella di turno. Dopotutto quando vi chiamate Twinsen e vivete in un pianeta di nome Twinsun le possibilità sono solo due: o vostro padre era dotato di un pessimo senso dell’umorismo oppure da grande farete il prescelto di mestiere.

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A voler essere generosi A voler essere molto generosi si potrebbe dire che la trama di LBA fa cagare. Per fortuna i punti di forza del gioco erano ben altri, primo fra tutti l’ambientazione. Se volessimo usare una di quelle frasi a effetto che tanto vanno di moda e che aiutano nei motori di ricerca – e lo vogliamo, uuuh come lo vogliamo – potremmo dire che Little Big Adventure è, assieme a The Elder Scrolls: Arena, l’antisegnano dei moderni giochi free roaming. E quando parlo di free roaming non parlo di girare a zonzo per una città o una piccola nazione. Pfff, dilettanti. No, LBA forniva al giocatore un intero pianeta con missioni non lineari e decine di attività secondarie! Un pianeta bellissimo, oltretutto. E attenzione: non mi riferisco alla grafica (pur ottima per gli standard dell’epoca), quanto al level design. Aggirandoti per le varie isole di Twinsun avevi davvero la sensazione di vivere in un mondo oppresso da una dittatura orwelliana dove il pericolo si aggirava dietro ogni angolo.

LBA-mappa

Parlato di Twinsun, non si possono non citare quegli ammassi di pixel a caso dei suoi abitanti. Oltre ai già citati Quetch, Twinsun era infatti abitato da altre tre razze: i Grobos, elefanti antropomorfi rubati senza ritegno dalle opere di Jean de Brunhoff; i Rabbibunnies, delle speci di Bugs Bunny disegnati però così male da sembrare più un incrocio tra un topo e Piero Fassino; e infine gli Spheros, dei… dei… dei cosi sferici, che nel 1994 non si potevano mica usare troppi poligoni e ormai negli studi della Adeline Software avevano finito le forme geometriche. E poi c’era lui: Dino-Fly, lo pseudo drago-cetriolo così brutto, ma così brutto che non potevi non finire per volergli bene; almeno un pochino.

Il maltempo si avvicinava Dovevo raggiungere i miei amici prima che il vento diventasse troppo forte Le nostre ricerche in mare erano durate mesi Ora quell'antico vaso andava portato in salvo Sembrava impossibile,ma ce l'avevamo fatta.

Le ricerche in mare erano durate mesi.
Ora quell’antico vaso andava portato in salvo…

C’è però una caratteristica su tutte che chi ha giocato a LBA non potrà mai scordare: l’amato/odiato sistema di gestione dei comportamenti. In pratica, a seconda delle situazioni, Twinsen era in grado di assumere quattro diverse personalità, ognuna con abilità e colpi specifici: Tobey Maguire (per parlare e raccogliere oggetti con il carisma di una ciabatta), Usain Bolt (per correre come un idiota e zompettare in giro), Russel Crowe (per picchiare gente a caso e atteggiarsi da invasato) e Adam Kadmon (per muoversi a passo felpato con le movenze di uno stitico di un tizio come non ha nuuuuula da nascondere). Un sistema un po’ macchinoso in effetti, abituati come siamo agli automatismi odierni, ma che in verità era già apparso in una versione “light” due anni prima in Alone in The Dark. Un furto d’idee? No, visto che i due suddetti giochi hanno in comune anche il loro ideatore: Frédérick Raynal, uno dei più grandi game designer degli anni Novanta, ridotto oggi a programmare casual games e sistemi per il laser tag. Sigh…

LBA-Gestione-personalità

Insomma, pur con tutti i suoi difetti (le famose mura che danneggiavano il personaggio quando le si sfiorava correndo sono passate alla storia), LBA era e rimane un gioco divertentissimo, riuscendo a mantenere appieno quanto promesso dal titolo. Un gioco che ancora oggi gode di una base di fan non indifferente, tanto da essere in fase di produzione un remake che probabilmente non vedrà mai la luce viste le dimensioni titaniche di un lavoro del genere, mentre su GOG è da tempo disponibile una versione compatibile con i moderni sistemi operativi.  Per quanto mi riguarda non posso che consigliarne l’acquisto, ma se mi chiedete se Little Big Adventure possa essere considerato tra i migliori action-adventure di sempre, la mia risposta sarà semplice.

Assolutamente no.

Little Big Adventure non potrà mai vantarsi di un simile titolo, e questo per il semplice fatto che a distanza di pochi anni, nel 1997, uscirà un titolo similare nelle meccaniche free-roaming, ma ancora più vasto e pressoché privo di bug significativi. Il suo nome? Semplice: Little Big Adventure 2. Ma di questo ne parliamo un’altra volta. Tié.

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2 thoughts on “Little Big Adventure (ovvero di free roaming, draghi e cetrioli)

  1. Non ho mai giocato a LBA, ma dalle foto la grafica sembra davvero ottima (per l’epoca), francamente non molto lontana dal primo Fallout. Wow. Sì beh, a parte il drago cetriolo.

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  2. Su GOG te lo tirano dietro anche in bundle con il secondo capitolo. Inoltre in giro per la Grande Rete è possibile trovare più di una patch non ufficiale per risolvere i “bug” del primo capitolo (uso le virgolette perché alcuni non erano bug, ma precise scelte di gameplay, come le già citate pareti assassine). Considerando che sono giochi che richiedono parecchie ore per giungere a conclusione (una quindicina abbondante il primo capitolo e forse anche il doppio il secondo) sono un vero affarone.

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